Il Costume Ritrovato - Il Museo del Tessuto di Prato lancia un crowdfunding

06 Novembre 2019

Il Costume Ritrovato

Dal 30 ottobre per 40 giorni è online il progetto di crowdfunding che la Fondazione Museo del Tessuto di Prato lancia per supportare il complesso restauro degli straordinari costumi della prima assoluta della Turandot di Puccini al Teatro alla Scala di Milano. Gli abiti appartenevano alla celebre soprano Iva Pacetti e sono entrati recentemente nel patrimonio del Museo pratese dopo decenni di oblio.

Data l’importanza delle opere e del ritrovamento, il progetto di restauro - il cui costo complessivo ammonta a oltre 35.000 Euro – riceverà, nel 2019, il contributo della Regione Toscana per 15.000 Euro, ma per il suo completamento il Museo pratese ha bisogno del supporto di cittadini, imprese, enti e associazioni della città, e anche degli appassionati di costume, musica, opera lirica e moda in tutto il mondo.

La storia dei costumi di Turandot

Era il 25 aprile del 1926 quando al Teatro alla Scala di Milano andava in scena per la prima volta l’ultimo capolavoro incompiuto del grande compositore Giacomo Puccini: Turandot. I costumi per la prima rappresentazione scena della Turandot furono realizzati dal celebre costumista Luigi Sapelli, in arte Caramba. Caramba trasformò il sogno del Maestro Puccini in realtà e realizzò degli abiti ricchi e sontuosi fortemente ispirati ai colori e alle suggestioni dell'oriente.

Nel corso del tempo, dei costumi di Turandot si perse ogni traccia. Fino a quando, inaspettatamente, al Museo del Tessuto di Prato è stato proposto il contenuto di un vecchio baule appartenuto alla soprano Iva Pacetti. Al suo interno, vi erano parrucche, gioielli e abiti di scena, tra cui proprio i due costumi della prima rappresentazione scenica della Turandot, ormai ritenuti perduti per sempre.

Lo stato di conservazione degli abiti ritrovati è pessimo. Il tempo, i materiali fragili, l’utilizzo frequente da parte delle attrici nel corso delle stagioni teatrali e la conservazione non adeguata hanno danneggiato gravemente questi preziosi reperti.

Entrambi i costumi necessitano di importanti interventi di restauro per essere restituiti al pubblico con il loro fascino originario. In particolare, il progetto lanciato sulla rete andrà a supportare il restauro del secondo abito, che richiede mesi di lavoro di personale altamente specializzato. Infatti, l’abito - realizzato in tessuto operato e interamente broccato con filato metallico dorato - presenta numerosi fori e lacerazioni, macchie e aloni di sporco e il filato dorato metallico è scucito in più punti.
Una volta restaurati, i costumi tornati al loro originario splendore saranno al centro di una nuova, grande mostra sulla Turandot di Puccini che il museo pratese ha in programma per la primavera del 2020.
La campagna di crowdfunding

La raccolta fondi Il Costume Ritrovato è reperibile sul portale Eppela all’indirizzo:
www.eppela.com/ilcostumeritrovato

L'obbiettivo è di raccogliere 12.000 Euro per consentire il complesso restauro dei costumi della prima assoluta della Turandot di Puccini al Teatro alla Scala.

Per info
Museo del Tessuto di Prato